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Sicurezza in vacanza

Hotel Jesolo Croce di Malta

È inevitabile. Ogni volta che l’odore di pesce grigliato le solletica le narici, la sua mente la trasporta indietro nel tempo su una terrazza dove, da bambina, era solita sgattaiolare in attesa che venisse servita la cena. Non riusciva a resistere al richiamo del mare che s’infrangeva sulla spiaggia a pochi metri da lei e ai giochi di luce della luna sulla superficie immobile della piscina. Aggrappata alla ringhiera per tendersi il più possibile verso quello stupendo spettacolo naturale, Ida si sentiva felice e importante, come una principessa. Perché solo nelle fiabe che le raccontava la mamma esistevano sale da pranzo immense, con piatti che sembravano brillare alla luce di lampadari di cristallo e camerieri in smoking che le spostavano la sedia per farla accomodare a tavola.

 

«Dove sei nonna?»

La voce dolce di Lara s’intrufola nelle maglie dei ricordi, riportando Ida al grigio presente. L’undicenne con le trecce bionde e il vestitino a quadri abituata ad avere tutto e subito lascia il posto a una vecchia di settant’anni, con i capelli bianchi raccolti in un severo chignon, fiaccata nel corpo e nello spirito.

«In un'altra vita» risponde evasiva, la voce vagamente sognante.

«Ci manca solo che inizi a credere nella reincarnazione» commenta frustrato Dino, passandosi una mano tra i capelli. «Scusa, non volevo» mormora subito dopo, il capo chino e gli occhi fissi sulla punta delle sue scarpe.

«Lascia stare, non è accaduto nulla» lo tranquillizza Ida, abbozzando un sorriso stanco. Quanto vorrebbe abbracciare entrambi i nipoti, accarezzare loro i capelli e sussurrare che andrà tutto bene, come quando da piccoli si rifugiavano da lei dopo una lite dei loro genitori. Ma non può, perché non c’è rimedio al male che la sta divorando dall’interno e l’unica cosa che possono fare è aspettare che la morte, pietosa, giunga a prenderla.

Uno spasmo muscolare le scuote le spalle e Lara, premurosa, si affretta a chiudere la finestra.

«No…» mormora triste la vecchia, la mano tesa in avanti per cercare di trattenere quell’odore familiare. Un senso di perdita improvviso le attanaglia la gola e gli occhi iniziano a bruciarle a causa delle lacrime che premono per uscire. Non ha più senso mentire. Non ci sarà un domani in cui mettere in un angolo i problemi quotidiani e poter pensare solo a se stessa, a quella bambina che si emozionava davanti all’abbondanza del buffet della colazione.

Sopra la sua testa, Dino e Lara si scambia una lunga occhiata silenziosa, in volto l’espressione seria di chi sta prendendo una decisione importante e al diavolo le conseguenze.

 

«Dove stiamo andando?» chiede Ida, gli occhi stretti in un’espressione concentrata per cercare di capire perché il panorama che scorre fuori dal finestrino le è così familiare.

«Dieci» risponde Lara, rivolgendole un sorriso birichino.

«Dieci cosa?» le fa eco, aggrottando ancora di più le sopracciglia. Quel sorriso non aveva mai presagito nulla di buono negli ultimi vent’anni e difficilmente le cose sarebbero cambiate proprio adesso.

«Questa è la decima volta che ci fai la stessa domanda, nonna» ribatte divertito Dino, sul viso la stessa espressione della gemella.

«E sarà anche l’ultima» affermano subito dopo in coro, mentre la macchina entra in un anonimo spiazzale semivuoto.

«Adesso chiudi gli occhi e affidati a noi» aggiunge la ragazza, aiutandola a scendere dalla macchina.

Stretta tra i due nipoti, Ida avanza lentamente, facendo mille congetture su dove si trovano. E poi finalmente li avverte. All’inizio sono solo dei rumori anonimi che si mescolano al brusio di sottofondo per poi andare delineandosi sempre di più fino a ritrovare una loro dimensione. Il fragore delle onde del mare, il sibilare delle fronde degli alberi, il vento che le schiaffeggia il viso, portandole l’odore di salsedine e quell’aroma di barbecue che ha sognato tante volte in quegli anni. Apre gli occhi di scatto e lo spettacolo che si trova a contemplare è lo stesso di allora, nonostante i segni ben visibili del tempo trascorso. Fa un respiro profondo, riempiendosi i polmoni di aria di mare e ricordi. E non importa se i lampadari sono in vetro, la ceramica dei piatti resa opaca dall’uso o che i camerieri indossano i jeans sotto il panciotto nero. Appoggiata alla ringhiera scrostata Ida si sente di nuovo la piccola principessa di allora.

 

«Nonna sai dove ti trovi?» chiede Lara con una punta di preoccupazione, vedendola lisciare con aria sognante un’anonima tovaglia bianca. «È l’albergo dove passavi le estati quando eri piccola. Ce ne hai parlato così tanto che non è stato difficile trovarlo. Lo sappiamo che è solo aprile, ma non potevamo permetterci un soggiorno in alta stagione…»

Lara parla a ruota libera, l’ansia che aumenta man mano che le reazioni di Ida diventano incomprensibili. Il timore di aver preso la decisione errata s’insinua in lei e quando cerca conforto nel fratello lui si limita a sollevare le spalle con aria sconfitta. Avevano sperato entrambi che riportare la nonna nei luoghi della sua infanzia l’avrebbero aiutata a stare meglio ma sembrava che si fossero sbagliati.

«Nonna ti senti bene?» s’informa Dino, rincorrendola lungo la hall.

«Sto benissimo caro» risponde lei, scompigliandogli i capelli con fare affettuoso mentre attende l’ascensore.

«Perché stai sorridendo?» insiste il ragazzo, prendendo delicatamente la sua mano nella propria.

«Mi hanno dato la stanza 203» sussurra, facendo tintinnare la targhetta che le penzolava dalle dita. «Sono secoli che sogno di poter assistere di nuovo a un tramonto sul mare comodamente sdraiata nel mio letto».

Perplesso, Dino la osserva sparire nella sua camera e sta per tornare giù quando un sinistro cigolio riecheggia sul piano, spingendolo a correre in soccorso della nonna. Giunto sulla soglia della stanza si ferma, allibito. Sono le molle del letto quello che ha sentito, stressate dal peso di Ida che vi sta saltando sopra, sorridente, come se fosse davvero una bimba di undici anni.

 

di Valeria Esposito (2° classificato)

Eventi a Jesolo


Chiosco Faro Live 2014
Venerdì 22 agosto Teatro sulla spiaggia! Chiosco Faro, arenile Faro

Daytona Beach
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Subsonica Live
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